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VOLANTONE CSU 2005

La settimana dal 10 al 15 ottobre è stata teatro di diverse mobilitazioni in tutta Italia. Abbiamo assistito all’occupazione di alcune facoltà nelleuniversità di Roma e Firenze e a cortei spontanei
nei maggiori atenei del nostro paese. La grande novità rispetto alle manifestazioni degli
ultimi anni è stata la partecipazione congiunta di studenti e ricercatori nelle proteste contro
la riforma Moratti. Allo stesso tempo abbiamo assistito anche a diversi cortei degli studenti
medi in una trentina di città italiane.

Perché tanto rumore?

Studiare è diventato ormai un vero e proprio percorso ad ostacoli: sono sempre di più le facoltà sbarrate agli studenti attraverso il numero chiuso, l’obbligo di frequenza, la diminuzione degli appelli e l’aumento delle tasse. Se poi aggiungiamo i costi esorbitanti di libri, trasporti e alloggio (per i fuori sede)diventa palese che ad essere maggiormente danneggiate sono le famiglie con un reddito medio-basso.Non è quindi un caso che oltre il 60% degli studenti siano costretti a studiare e lavorare contemporaneamente,ma una necessità dettata dalla mercificazione dell’istruzione presente in questa società.L’inganno della laurea triennale, poi, è sotto gli occhi di tutti: questo titolo di studio vale poco più di un diploma sul mercato del lavoro e non consente né l’insegnamento, né la ricerca. Le cose non vanno meglio con la specialistica: gran parte di questi corsi sono a numero chiuso ristretto, ovvero con pochissimi posti disponibili rispetto al numero di richiedenti… Ecco cos’è oggi il diritto allo studio nel nostro paese! Con questo sistema, infine, si creano atenei di serie A e di serie B: i primi caratterizzati da strutture migliori, ma con costi di accesso proibitivi; i secondi più aperti ai redditi medi, ma con qualità di servizi,sedi ed insegnamento scarsi. L’università sta diventando un privilegio per chi ha i soldi per “comprarsi”l’iscrizione e il mantenimento: è inaccettabile che esistano atenei a tre o a cinque stelle, come se fossero degli alberghi!

Come si è arrivati a tutto questo?

La realtà è che in Italia un reale diritto allo studio non c’è mai stato, perché alla libera iscrizione ottenuta dalle lotte unitarie di studenti e lavoratori nel biennio ’68-’69 non è mai corrisposto un vero e proprio potenziamento dei servizi offerti dalle università, libri e borse di studio compresi. Questo scenario è peggiorato negli ultimi venti anni, durante i quali tutti i governi che si sono succeduti hanno portato avanti una diminuzione costante dei fondi destinati all’istruzione pubblica. Solo negli anni ’90 il taglio è stato pari a 20mila miliardi delle vecchie lire!
Da qualche anno stiamo anche sperimentando la tanto celebrata Autonomia Universitaria, e alla
prova dei fatti possiamo constatare come questa riforma abbia peggiorato ulteriormente le condizioni di studio e di lavoro all’interno degli atenei. La riforma Moratti non è altro che un peggioramento della riforma Berlinguer-Zecchino varata dal centrosinistra. La crescente privatizzazione dell’università è il risultato più evidente di questa “autonomia”: lo stato si è scrollato di dosso il peso di finanziare gli atenei e li ha gettati nelle fauci del mercato, all’interno del quale le università si trovano costrette a reperire fondi un po’ dappertutto. 8 anni fa i soldi spesi dagli atenei italiani in pubblicità era pari a 2 milioni di euro, oggi si aggira attorno ai 22 milioni! Il conto è stato poi presentato agli studenti nei termini di aumenti vertiginosi delle tasse, diminuzione dei servizi e attacchi più generali al diritto allo studio.
Insieme al peggioramento delle nostre condizioni di studio, vediamo come anche i lavoratori dell’ateneo subiscano violenti attacchi ai propri diritti: rinnovi contrattuali rimandati per anni, stipendi che arrivano sempre in ritardo, ricercatori che rischiano di scomparire o di fare i precari a vita. E’ ora di organizzarsi e protestare tutti insieme contro i tagli all’istruzione pubblica, per un posto di lavoro dignitoso e unreale diritto allo studio!

Che fare? Studenti e lavoratori uniti nella lotta!

Il Coordinamento Studentesco Universitario (CSU) è nato per difendere coerentemente il diritto
all’istruzione per tutti indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. La vittoria su questo fronteè possibile solo unendo le forze di tutti i soggetti coinvolti e attaccati dalla riforma: studenti medi, universitari e lavoratori dell’università. In particolare sono questi ultimi che con lo sciopero hanno la capacità di colpire l’università e il governo nel loro punto più debole: il portafoglio. Come studenti dobbiamo puntare a convincere i nostri compagni ancora incerti e coinvolgerli nelle mobilitazioni, allargando il consenso e l’adesione alla lotta.

Estendiamo la lotta contro la Moratti!

Dobbiamo anche essere consapevoli che l’attacco all’istruzione pubblica non è altro che uno dei tanti che il governo Berlusconi ha portato avanti in questi anni. Nessuna spesa sociale, infatti, è stata risparmiata: oltre all’istruzione e alla ricerca, hanno subito tagli le pensioni, la sanità, gli enti locali... Il peggioramento dei servizi statali va poi di pari passo con un’offensiva a tutto campo nei confronti dei lavoratori ancora attivi, la cui situazione già non era delle migliori: in Italia esistono oggi più di 6 milioni di precari, dei quali gli immigrati sono la parte più ricattabile. Per questi motivi la nostra battaglia contro la riforma Moratti e l’autonomia universitaria ha un senso solo se trasformata in una lotta più generale per la caduta del governo Berlusconi. Non possiamo permetterci di aspettare le elezioni!

Uno sciopero generale di tutto il mondo dell’istruzione potrebbe essere un primo passo in questa direzione, dato che troppe volte abbiamo assistito a scioperi o manifestazioni isolate e corporative.
Come Coordinamento Studentesco Universitario aderiremo allo sciopero generale del 25 novembre contro la finanziaria, anche se riteniamo insufficienti 4 ore di protesta di fronte alla portata delle controriforme varate dal governo. Ti invitiamo comunque a partecipare a queste iniziative e a metterti in contatto con noi:le nostre idee non hanno bisogno solo di simpatia, ma anche di un appoggio concreto!

Aderisci al Coordinamento Studentesco Universitario che si sta organizzando in tutto il paese!

Organizzati e lotta con il
Coordinamento
Studentesco Universitario
(CSU)
Per informazioni scrivici a: <!-- e --><a href="mailto:csp@cspitalia.org">csp@cspitalia.org</a><!-- e -->
Telefonaci a: 0266225622 - 3408512880
Agrigento: 3396455371
Bologna: 3485280469
Caserta: 3403540594
Cosenza: 3485200165
Crema: 3287458457
Ferrara: 3338280668
Firenze: 3335454692
Genova: 3398938103
Messina: 3395045867
Milano: 3334221235
Modena: 3331618660
Napoli: 3395766997
Padova: 3355340260
Parma: 3391672672
Pavia: 3393759156
Reggio Emilia: 3495226122
Roma: 3490588320
Sassari: 3289681171
Torino: 3394704111
Trieste: 3357033930
Udine: 3201598447
Coordinamento Studentesco
Universitario
fip: 27/10/2005
• Basta tagli all’istruzione pubblica! Chiediamo il raddoppio deifinanziamenti assegnati a scuola e università – dal 3,5% attuale al 7% del Pil – per consentire un reale diritto allo studio
• Assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori dell’istruzione e abolizione del precariato
• Ritiro della riforma Moratti e di tutte le precedenti riforme che le hanno spianato la strada, come la riforma Berlinguer per la scuola e la Zecchino per l’università
• Fuori i privati da scuola e università! Le aziende non devono interferire nella ricerca e nella didattica
• Fuori le truppe dall’Afghanistan e dall’Iraq! I soldi per la guerra devono finanziare l’istruzione pubblica

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