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La Cassazione sul copyright

Vi posto un articolo dal Manifesto (giovedì 25 gennaio 2007)
so che alcuni di voi sono prevenuti verso la fonte ma è una cosa che difficilmente avrete sentito altrove, visto che c'è un sacco di gente (o meglio poca ma molto ricca) che ha interesse a non diffonderla (perchè fare gli stronzi di nascosto è sempre meglio che farlo pubblicamente).

E in ogni caso sarebbe difficile individuare una notizia del genere in mezzo alla spaventosa mole di dettagli circa le coinvolgenti beghe familiari del cavaliere (che di cavalleresco ha soltanto il nome)

[color=brown:wn1m1pdw]IL FINANZIERE CONTRO LA CASSAZIONE[/color:wn1m1pdw]

La notizia: il colonnello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, specializzato in frodi telematiche, non sembra conoscere il diritto né l'italiano, pur essendo uno che da sempre si dà da fare nel proporre articoli a ogni possibile testata.

Il contesto: una sentenza della Cassazione ha giudicato non punibili due giovani torinesi che avevano realizzato un sito per lo scambio di file musicali. La corte, sulla base delle leggi allora vigenti, ha giudicato che non c'era reato perché mancava il fine di lucro. Rapetto invece, che ora scopriamo anche aspirante cassazionista, dichiara che la sentenza «è basata su di un presupposto sbagliato: per esempio è già un guadagno il non spendere i soldi del prezzo di copertina di un Cd musicale, una mancata spesa è già un profitto». Appunto: «profitto», cioè un utile, che però è diverso, in italiano e in diritto, da «lucro».

Non per caso, nella passata legislatura, le lobby del disco e del cinema, capitanate dal produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis, si diedero molto da fare per sostituire la frase «fine di lucro» con quella «per trarne profitto». Ci riuscirono per brevi mesi, ma poi vennero sconfitti. Oggi il download senza lucro non è reato, pur restando soggetto a sanzione amministrativa (una multa salata per ogni brano scaricato abusivamente).
Tra le reazioni inviperite alla sentenza c'è appunto quella di De Laurentiis.
Dalla sua casa sul colle del Quirinale, con finte colonne romane in salotto, ha strepitato che questa sentenza dà via libera alla «pirateria sociale». Spiega infatti che «se i giudici stabiliscono che scaricare da Internet è lecito nessuno avrà più interesse a produrre contenuti».

In tal caso ci toccherà fare a meno di opere dell'ingegno come «Natale» (in India, sul Nilo, a Miami, a New York), «Paparazzi», «Manuale d'amore».

Insolitamente moderata invece la Federazione delle industrie musicali (Fimi), forse perché, vedendo tutti i giorni l'evoluzione del mercato, il suo presidente Enzo Mazza sa benissimo che l'unica strada possibile è tollerare una quota di scambio non profit e vendere il più possibile in digitale.


(fine articolo)

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Re: La Cassazione sul copyright

può sembrare una cavolata ma dietro queste battaglie legali ci sono giganti della distribuzione che cercano in tutti i modi di spendere 1 e guadagnare 1000

tra l'altro, è stato portato alla mia attenzione che da poco sulla ricerca avanzata di Google hanno aggiunto (=hanno dovuto aggiungere) un filtro per i file coperti da copyright
cioè il motore di ricerca è obbligato a tutelare il copyright
come se la gente avesse bisogno di google per scaricare la roba
come se google ne fosse responsabile

mentre se mettono su youtube (sempre di google, pensa l'assurdo) video criminali tipo pestaggi di bambini down non gliene frega niente a nessuno perchè nessuno ci perde soldi

sì, hanno interrogato l'amministratore delegato google italia, forse l'hanno arrestato (non ho più saputo niente...voi?)
ma sappiamo tutti quanti che in italia nessun amministratore delegato va in galera nè paga una lira nè viene toccato in alcun modo se non nominalmente per far scena, prova ne è che dopo la settimana-due di prima pagina e inserti è sparito tutto


comunque dall'articolo di cui sopra emerge che non è così illegale scaricare roba, dipende da come e per che cosa viene fatto


poi nello specifico i due di torino avevano fatto anche un po' un azzardo, perchè il programmino di file sharing l'avevano messo sulla rete del politecnico di torino, ente pubblico

in ogni caso la Cassazione li ha assolti

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Re: La Cassazione sul copyright

dall'articolo di cui sopra emerge che non è così illegale scaricare roba, dipende da come e per che cosa viene fatto [/quote:1sfp13i2]
Già

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Re: La Cassazione sul copyright

non trovo niente di male a scaricare file..ci sono programmi di condivisione..usiamoli ! <!-- s8) --><img src="{SMILIES_PATH}/icon_cool.gif" alt="8)" title="Cool" /><!-- s8) --> ..poi certo dipende dall utilizzo che se ne fa..

per me il risparmio..non è un profitto.. <!-- s:? --><img src="{SMILIES_PATH}/icon_confused.gif" alt=":?" title="Confused" /><!-- s:? --> è solo un pareggiamento..se ho 100lire e non le spendo ho sempre 100lire..non ne ho di piu!
<!-- s:shock: --><img src="{SMILIES_PATH}/icon_eek.gif" alt=":shock:" title="Shocked" /><!-- s:shock: --> ma chi è questo economista !

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